giovedì 5 gennaio 2012

Coaching e partita IVA

Per i coach e i consulenti prima o poi si pone il problema di regolarizzare la propria posizione fiscale. Per essere più precisi, la questione si presenta quando si comincia a venire pagati, momento delicato perchè spesso i clienti privati preferiscono acquistare cento caffè al bar a  settimana piuttosto che un percorso di coaching strutturato.

Mi dispiace constatare che - tra colleghi - le domande relative all'apertura della partita IVA sono spesso prive di risposte. Si ondeggia tra l'ignoranza in materia e la scarsa predisposizione ad essere d'aiuto. Tra chi ti dice : "parla col tuo commercialista" e chi rimanda a presunte figure ausiliarie presenti nelle associazioni di categoria, alla fine rimane sempre un alone di mistero a definire i rapporti tra fisco e consulente, nel nostro caso il coach.

Si parla tanto dell'introduzione di tariffe minime nell'esercizio dell'attività di coaching, a mio parere adoperando un termine a dir  poco improprio. L'autoregolamentazione per determinare i prezzi delle prestazioni di coaching entusiasma i nostalgici degli albi professionali e può portare secondo me anche alla creazione di barriere all'ingresso di nuove professionalità. Ne parla Marina Fabiano nel suo blog in quest'articolo
tariffe del coaching


Per quanti volessero ricevere risposte sulle modalità e le opportunità dell'apertura di una partita IVA nel settore consulenza ( e quindi anche nel coaching) segnalo l'ottimo articolo tratto dal blog "Libero non professionista" e intitolato Il pre-partita IVA .

Come si può notare non ci vuole poi molto a provare a rispondere a simili interrogativi. Le principali associazioni tra i coach non mi sembra siano dotate di un servizio che risponda a queste legittime esigenze degli iscritti.


( Il post è tratto dal mio blog  http://coachingsalento.splinder.com , chiuso in seguito alla dismissione di splinder)

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